Dopo mesi di caldarroste e vino nuovo, la primavera cambia i colori delle sagre: arrivano i carciofi, gli asparagi, le fragole e le ciliegie, e le feste tornano a riempirsi di verde e di frutta appena colta. Sono sagre più leggere di quelle d'autunno, fatte di verdure di stagione, di orti che ripartono e di frutteti in fiore, e cadono nel momento più bello dell'anno per stare all'aperto. In questa guida ho raccolto le feste di primavera che vale la pena raggiungere, da aprile a giugno, tra ortaggi pregiati e frutti dolci. Il filo conduttore è la stagionalità vera: qui si mangia quello che la terra dà proprio in quelle settimane, non prima e non dopo.
Quando andare
La stagione va da aprile a giugno, e ogni prodotto ha la sua finestra. I carciofi aprono la primavera tra aprile e maggio, gli asparagi arrivano in aprile, le fragole e le ciliegie chiudono tra maggio e giugno. Seguendo il calendario dei frutti puoi passare da una sagra all'altra per due mesi buoni.
La primavera è la stagione più piacevole per queste feste, con il clima mite e le giornate lunghe. Vai la domenica per il pranzo o nel tardo pomeriggio, quando i banchi dei produttori sono pieni di frutta appena colta. E porta una sporta, perché tornerai a casa con ciliegie, fragole o un mazzo di asparagi comprati direttamente da chi li coltiva.
Le sagre del carciofo
Il carciofo è il re della primavera. In laguna, la Festa del Carciofo Violetto di Sant'Erasmo celebra a Venezia il carciofo dell'isola-orto, con la pregiata castraura, il primo e più tenero della pianta. In Sicilia la Sagra del Carciofo di Cerda, in provincia di Palermo, dedica ad aprile una grande festa a un carciofo coltivato da generazioni, e ai Castelli Romani la Carciofolata Veliterna di Velletri porta l'ortaggio in tavola all'inizio della bella stagione.
Il carciofo si presta a tutto: crudo in insalata, fritto, alla brace, ripieno, nei risotti. Nelle sagre lo trovi cucinato in decine di modi, spesso con ricette che si tramandano di famiglia in famiglia. È un ortaggio umile che, dove è di qualità, diventa una vera specialità di territorio, tutelato da presidi e denominazioni.
Le sagre dell'asparago
L'asparago è l'altro grande protagonista dell'orto di primavera. In Emilia-Romagna la Fiera dell'Asparago di Mesola celebra ad aprile l'asparago del delta del Po, che cresce tenero nelle terre sabbiose vicino al fiume; in Friuli la Sagra degli Asparagi di Cusano, a Zoppola, porta in tavola l'ortaggio della pianura pordenonese.
Bianco o verde, l'asparago vuole cotture semplici che ne rispettino il sapore: lessato con le uova secondo la ricetta classica, nei risotti, nelle frittate, nelle paste fresche. Nelle sagre lo trovi in tutte queste forme, e i produttori ti spiegano la differenza tra le varietà e le tecniche di coltivazione, dall'asparago bianco fatto crescere sotto terra a quello verde cresciuto al sole.
Le sagre della ciliegia
Tra maggio e giugno la ciliegia riempie le feste di rosso. In Emilia la Sagra della Ciliegia di Vignola celebra la ciliegia IGP della terra della torta Barozzi, tra le più famose d'Italia; in Piemonte l'Antica Fiera della Ciliegia di Dogliani, nelle Langhe, e la Sagra delle Ciliegie di Anzola, in Ossola, aprono l'estate. In Friuli le ciliegie sono un rito: la Festa di San Pietro e della Ciliegia Duracina di Tarcento, la Sagra delle Ciliegie di San Dorligo della Valle sul Carso e la Festa delle Ciliegie e Likof di San Floriano del Collio le celebrano tra i vigneti di confine.
In Campania la Festa della Ciliegia di Formicola, nell'Alto Casertano, chiude questa mappa dolce. La ciliegia si mangia fresca, a manciate, ma nelle sagre entra anche nei dolci, nelle confetture e nei liquori. È il frutto che segna il passaggio dalla primavera all'estate, e le sue feste hanno sempre un che di spensierato.
Le sagre della fragola
La fragola è la dolcezza di maggio. In Toscana il Festival della Fragola di Terricciola, nelle colline pisane, celebra il frutto tra i vigneti; in Campania la Festa della Fragola di Parete, nell'agro aversano, porta in tavola la fragola simbolo della zona; e ai Castelli Romani la Sagra delle Fragole di Nemi, affacciata sul lago dentro il cratere, è una delle più celebri e antiche, con le fragoline di bosco servite con la panna.
La fragola nelle sagre è protagonista dei dolci: crostate, gelati, torte, confetture, oltre che mangiata fresca a cestini. Sono feste allegre, spesso legate ai borghi più graziosi, dove il frutto rosso diventa la scusa per una gita di primavera. A Nemi, in particolare, la vista sul lago vale il viaggio quanto le fragole.
Perché la stagionalità conta
Il bello delle sagre di primavera è che ti costringono a mangiare quello che è davvero di stagione. La castraura di Sant'Erasmo dura poche settimane, le ciliegie di Vignola maturano in un lampo, gli asparagi hanno una finestra breve: chi va alla sagra assaggia il prodotto nel suo momento perfetto, cosa che al supermercato, con la frutta che arriva da mezzo mondo tutto l'anno, non capita quasi mai.
È anche un modo per sostenere i piccoli produttori del territorio, che a queste feste vendono direttamente il loro raccolto. Comprare le fragole dal contadino che le ha colte la mattina, o gli asparagi da chi li ha tagliati all'alba, ha un sapore diverso, e costa spesso meno che al banco del supermercato.
Come vivere una sagra di primavera
Queste feste danno il meglio se le prendi con calma. Arriva al mattino per i mercati dei produttori, pranza allo stand con il piatto di stagione, e nel pomeriggio gira il borgo o fai una passeggiata tra i frutteti in fiore. Molte sagre di primavera nascono in paesi piccoli e graziosi, fatti apposta per una gita fuori porta.
Approfitta del clima: la primavera è la stagione in cui l'Italia dei borghi è più bella, con i meleti e i ciliegi in fiore e le colline verdi. Una sagra della ciliegia o dell'asparago è la scusa perfetta per la prima gita all'aperto dell'anno, dopo l'inverno chiusi in casa.
Le altre feste di primavera
Oltre a ortaggi e frutta, la primavera porta le feste dei fiori. Le infiorate, dove le vie dei borghi si coprono di quadri fatti di petali, sono tra gli spettacoli più belli della stagione, come l'Infiorata di Genzano ai Castelli Romani. Sono feste che uniscono l'arte popolare alla rinascita della natura, e spesso cadono nello stesso weekend delle sagre delle fragole e delle ciliegie.
In molti borghi la primavera coincide anche con le prime feste patronali all'aperto e con le sagre delle erbe spontanee, quando i campi tornano a dare cicoria, asparagi selvatici e erbe di campo. È il momento in cui la cucina si alleggerisce dopo l'inverno, e le sagre lo raccontano piatto dopo piatto, con il verde che torna protagonista in tavola.
Consigli pratici
Porta contanti per i banchi dei produttori e una borsa per la frutta e le verdure che comprerai. Le sagre di primavera si tengono spesso nei centri storici o tra i campi, con parcheggi limitati nei borghi più piccoli: arriva presto o lascia l'auto fuori dal centro.
Controlla le date sul sito del comune o della pro loco, perché la maturazione dei frutti dipende dal meteo e una primavera fredda può spostare la festa di una o due settimane. E se puoi, abbina la sagra a una passeggiata tra i frutteti in fiore: la primavera dura poco, e vale la pena godersela fino in fondo.