Basta la prima domenica di ottobre con l'aria che si fa fresca e il profumo delle caldarroste che sale dai bracieri: l'Italia si riempie di sagre delle castagne, dall'Appennino al Sud, dalle Alpi alle isole. Sono le feste più democratiche dell'autunno, quasi sempre gratis da girare, fatte di banchi di paese, vino nuovo e gente che rigira le castagne nella padella forata. In questa guida ho raccolto le sagre che secondo me vale la pena raggiungere, con la differenza tra castagna e marrone, cosa aspettarti nel piatto e qualche consiglio per non trovarti in coda sotto la pioggia. Nessun ordine di merito: solo tanti paesi che in autunno danno il meglio.
Quando
La stagione va da fine settembre a metà novembre, con il picco in ottobre. Le quote basse aprono prima, le montagne chiudono più tardi, quindi seguendo l'altitudine puoi allungare la caccia alle castagne per settimane. Molte sagre durano più fine settimana di fila, così hai margine anche se il primo weekend piove.
L'autunno è capriccioso: porta scarpe comode e una giacca, perché quasi tutte queste feste si tengono all'aperto, nei centri storici o nei boschi. Vai presto o resta per l'ora del tramonto, quando le caldarroste sono appena pronte e la fila si è smaltita.
Dove: le sagre regione per regione
In Campania si va sul sicuro: la Sagra della Castagna di Montella celebra il marrone IGP dell'Irpinia, e attorno ruotano decine di feste, da Serino a Cassano Irpino, da Summonte a Cervinara ai piedi del Partenio. Nel Sannio la Sagra della Castagna di Cusano Mutri, tra i borghi più belli d'Italia, è una delle più grandi e frequentate del Sud, mentre nel Salernitano la Sagra del Marrone di Roccadaspide porta in tavola un altro marrone di grande fama.
Salendo lungo l'Appennino, in Emilia-Romagna la Sagra del Marrone di Castel del Rio celebra il marrone IGP della valle del Santerno, e la Sagra della Castagna di Zocca anima il Frignano modenese. In Toscana la Festa della Castagna e del Marrone DOP di Caprese Michelangelo, il paese natale dell'artista, e il Marrone Santafiorese di Santa Fiora, sull'Amiata, sono due classici da non perdere. Nel Lazio la Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino, con il suo corteo storico, e la Sagra della Castagna di Vallerano, con il borgo illuminato dalle candele, sono tra le più scenografiche del centro Italia.
Dal Piemonte alle isole
In Piemonte la Fiera del Marrone di Cuneo trasforma il capoluogo della Granda in un tempio della castagna, con le caldarroste che profumano via Roma, mentre in valle la Sagra del Marrone di Roccavione e la Sagra della Castagna di Pettinengo, nel Biellese, raccontano la montagna. Sull'Etna la Festa del Castagno di Trecastagni unisce il frutto alla devozione popolare siciliana, e in Sardegna la Sagra delle Castagne di Aritzo, in Barbagia, è una festa di paese che dura da generazioni.
Anche le zone che non ti aspetti hanno la loro sagra. Nel Lazio dei Castelli Romani la Sagra della Castagna di Rocca di Papa porta le caldarroste a due passi da Roma; nel Reatino la Sagra del Marrone Antrodocano di Antrodoco celebra un marrone di montagna; e in Alto Adige il Keschtnriggl di Lana e le Settimane delle Castagne di Velturno legano la castagna al rito del Törggelen, con il vino nuovo e i piatti contadini. Insomma, ovunque tu sia in autunno, una buona sagra della castagna è quasi sempre a un'ora di strada.
Castagna o marrone?
Sembrano la stessa cosa, ma non lo sono. La castagna è il frutto del castagno selvatico: dentro il riccio ce ne sono di solito tre, più piccole e con la buccia che a volte entra nella polpa. Il marrone viene da piante coltivate e selezionate: è più grosso, più dolce, con una sola castagna per riccio e la pellicina che si stacca facile. Per questo il marrone si usa per i marron glacé e i dolci, mentre la castagna regge bene le caldarroste e le farine.
Nelle sagre trovi entrambi, spesso con il nome del posto attaccato: marrone di Castel del Rio, marrone di Roccadaspide, marrone di Caprese, castagna di Montella. Non è snobismo: sono varietà diverse, con DOP e IGP che tutelano il legame con il territorio. Assaggia e scegli quello che ti piace di più.
Cosa si mangia
La regina resta la caldarrosta, cotta nella padella forata sul fuoco vivo, da sbucciare con le mani ancora calde. Ma le castagne entrano in tutta la cucina d'autunno: il castagnaccio toscano con pinoli e rosmarino, i dolci di farina di castagne, le zuppe con i legumi, le tagliatelle di farina di castagne condite con i funghi, e i marron glacé per i più golosi.
Nelle sagre le caldarroste si accompagnano quasi sempre con il vino nuovo, il mosto appena fatto o il vin brulé che scalda le sere fredde. In Alto Adige le trovi nelle stube del Törggelen con lo speck e il vino novello; nell'Appennino con i formaggi di montagna e i salumi. Vale la regola di sempre: più il piatto è semplice, più la castagna si sente.
La castagna, l'albero del pane
Per secoli la castagna è stata la salvezza delle montagne italiane. Dove il grano non cresceva, il castagno dava un frutto che, seccato e macinato, diventava farina per tutto l'inverno: per questo lo chiamavano l'albero del pane. Interi paesi dell'Appennino sono nati e sopravvissuti grazie ai castagneti, e le sagre di oggi sono l'eco di quella storia, quando la raccolta d'autunno decideva se l'inverno sarebbe stato duro o sereno.
Lo si vede ancora nei borghi che celebrano il frutto con orgoglio: a Montella, a Cusano Mutri, a Castel del Rio la castagna resta identità, non folclore. Molte feste conservano i vecchi essiccatoi, i metati, dove le castagne si affumicavano lentamente, e li raccontano ai visitatori. Andare a una sagra della castagna è anche questo: capire come si viveva in montagna prima che arrivasse tutto il resto.
Come sceglierle e conservarle
Se ti porti a casa un sacchetto di castagne crude, sceglile sode e pesanti, senza forellini sulla buccia, segno del verme. La prova dell'acqua aiuta: buttale in una bacinella, quelle che galleggiano di solito sono vuote o rovinate, quindi scartale. Una buccia lucida e tesa vuol dire frutto fresco, una grinzosa che sta seccando.
Si conservano qualche giorno in un luogo fresco e asciutto, oppure più a lungo in frigorifero dentro un sacchetto di carta. Prima di cuocerle incidile con un taglio sulla buccia, così non scoppiano: caldarroste sul fuoco, al forno o lessate con una foglia d'alloro. Le sagre restano il modo migliore per assaggiarle senza fatica, ma saperle scegliere ti fa fare bella figura anche a casa.
Consigli pratici
Quasi tutte queste feste sono gratuite e si girano a piedi tra le vie del paese, ma i borghi di collina hanno parcheggi limitati: arriva presto o lascia l'auto fuori dal centro e sali a piedi. Porta contanti, perché molti banchi non hanno il POS, e una sporta per le castagne crude che vorrai portarti a casa.
Se puoi, abbina la sagra a una camminata nei castagneti: l'autunno nei boschi, con le foglie che cambiano colore, vale il viaggio quanto il piatto. E controlla sempre le date sul sito del comune o della pro loco prima di partire, perché il meteo può spostare o accorciare la festa. Sono feste di paese, vere, e proprio per questo vanno vissute con calma, senza fretta e con lo stomaco vuoto al punto giusto per assaggiare tutto.