Da metà settembre a fine novembre le Langhe e il Monferrato profumano di tartufo bianco d'Alba. La fiera di Alba è la più celebre, ma sono le sagre dei paesi a regalare l'esperienza più autentica, e prezzi più umani. Ecco come viverle senza sbagliare.
Quando andare
Il periodo migliore è tra metà ottobre e i primi di novembre, quando il tuber magnatum raggiunge la piena maturazione e il profumo è al massimo. Nei fine settimana Alba è affollatissima: se vuoi assaggiare con calma, punta a un giorno feriale oppure alle fiere minori dei paesi, meno turistiche e altrettanto genuine.
Quanto costa e come non farti fregare
Il tartufo bianco si vende a peso e l'annata detta legge: in una stagione secca si superano i 300-400 euro all'etto, in una piovosa e abbondante si scende parecchio. Tre regole d'oro: annusalo (un buon tartufo "buca" il naso, non è timido), fattelo pesare davanti sulla bilancia, e diffida dei prezzi troppo bassi: spesso è tartufo di altre zone spacciato per albese.
Come si mangia
Meno si fa, meglio è: tajarin al burro o un uovo all'occhio di bue, con il tartufo grattugiato in tavola all'ultimo. Niente cotture, che ne uccidono il profumo. In abbinamento un Nebbiolo o un Barbaresco giovane: un Barolo troppo strutturato tende a coprirlo.
Come arrivare e dormire
Alba è a circa un'ora da Torino (A6 più tangenziale) e un'ora e mezza da Milano. Le fiere di paese spesso non hanno grandi parcheggi: arriva presto o lascia l'auto fuori dal centro. Nei weekend di ottobre gli agriturismi delle Langhe si riempiono con largo anticipo, quindi prenota per tempo.
Oltre il tartufo
Se sei in zona, vale la pena allungare il giro: la nocciola Tonda Gentile, il cardo gobbo di Nizza Monferrato, le cantine del Barolo e del Barbaresco. Molte sagre del tartufo si tengono nello stesso periodo delle fiere del vino nuovo: con un weekend ben pianificato ne assaggi due o tre.