A mezz'ora da Roma, tra i crateri spenti dei Colli Albani, c'è una fila di paesi che d'autunno e nei fine settimana d'estate diventano un unico, lungo tavolo all'aperto: sono i Castelli Romani, la scampagnata dei romani da sempre. Qui la sagra non è un evento isolato, è uno stile di vita: porchetta, vino sfuso, fragoline di bosco, funghi porcini, pane cotto a legna. In un weekend, con un po' di organizzazione, ne metti in fila tre o quattro senza mai guidare più di venti minuti. Questa guida ti dice quali tappe scegliere, cosa bere, come arrivare senza impazzire con il parcheggio e cosa fare se resti un giorno in più. È il weekend fuori porta che i romani conoscono a memoria e che chi viene da fuori, spesso, non immagina nemmeno.
Quando andare
I Castelli danno il meglio in due momenti. Il primo è l'autunno, tra settembre e ottobre, quando arrivano le sagre più famose: la Sagra dell'Uva di Marino a ottobre, con la storica fontana che a un certo punto getta vino al posto dell'acqua, e la Sagra della Porchetta di Ariccia a settembre, il tempio della porchetta laziale. Il secondo è la primavera-estate, con la Sagra delle Fragole di Nemi a giugno e l'Infiorata di Genzano, quando la salita verso la chiesa si copre di quadri fatti di petali.
Se puoi, scegli l'autunno: è la stagione in cui i paesi si sovrappongono di feste e in un solo fine settimana puoi passare dalla porchetta al vino nuovo ai funghi. Ma anche fuori stagione i Castelli si mangiano bene, perché le fraschette e le cantine restano aperte tutto l'anno.
Le tappe da non perdere
Ad Ariccia la porchetta è religione: la Sagra della Porchetta la celebra da decenni, ma la trovi tutto l'anno nelle fraschette del centro, tagliata a fette spesse e servita con il pane casereccio. A Marino, in ottobre, la Sagra dell'Uva unisce il corteo storico, il vino che sgorga dalla fontana e le cantine aperte. Poco distante, a Monte Porzio Catone, la Sagra della Porchetta fa concorrenza a quella di Ariccia, e a Monte Compatri la Sagra della Salsiccia porta in piazza la carne alla brace.
Chi ama i funghi ha solo l'imbarazzo della scelta: la Sagra del Fungo Porcino di Lariano e quella di Rocca Priora, entrambe a settembre, servono tagliatelle e porcini fritti a volontà, e a Lariano c'è anche la Sagra della Bruschetta, dedicata al pane cotto a legna che è una specialità del paese. A Nemi, tra le due sagre delle fragole, si mangiano le fragoline di bosco con la panna guardando il lago dentro il cratere, mentre a Grottaferrata la Sagra della Braciola di Maiale apre la stagione già in primavera.
Vino, pane e dintorni
I Castelli sono terra di vino bianco: la Festa del Vino di Frascati a ottobre celebra il più famoso, ma ogni paese ha la sua festa dei filari. La Festa dell'Uva di Colonna, la Festa dell'Uva e dei Prodotti Tipici di Lanuvio, la Festa del Vino di Velletri, la Sagra del Vino di Zagarolo e, poco più in là, la Festa del Vino di Genazzano riempiono il calendario d'autunno di cantine aperte e bicchieri a pochi euro.
Il pane merita un capitolo a parte: a Genzano la Festa del Pane celebra il celebre pane IGP cotto nei forni a legna, con la crosta scura e spessa che regge la porchetta come nessun altro. A Palestrina la Sagra dello Gnocchetto porta in tavola la pasta fatta a mano, e a Velletri la Carciofolata Veliterna, in primavera, dedica la festa al carciofo. Con questo giro, tra vino, pane e sagre, il weekend si riempie da solo.
Le fraschette, l'anima dei Castelli
Prima ancora delle sagre, i Castelli sono la terra delle fraschette. Nascevano come cantine dove i produttori vendevano il vino sfuso, segnalate da una frasca appesa all'ingresso, e a poco a poco sono diventate osterie popolari dove porti anche il tuo cibo o ordini piatti semplici: porchetta, salumi, olive, coppiette e pane di Genzano. Ci si siede a tavoli lunghi, gomito a gomito con gli sconosciuti, e il vino bianco dei Castelli scorre a caraffe.
Ad Ariccia le fraschette sono un'istituzione e restano aperte tutto l'anno, quindi anche fuori dalle date delle sagre trovi il meglio della zona a tavola. È il modo più genuino di mangiare ai Castelli: niente coperti eleganti, solo cibo di paese e vino della vigna dietro casa. Se capiti qui in un giorno senza feste, una fraschetta ti salva il pranzo e ti fa capire perché i romani salgono quassù da generazioni.
Il calendario del gusto, mese per mese
I Castelli hanno una sagra quasi ogni mese. Si parte in primavera con la Sagra della Braciola di Maiale di Grottaferrata a marzo e la Carciofolata Veliterna di Velletri in aprile; a giugno arrivano la Sagra delle Fragole di Nemi, l'Infiorata di Genzano e la Sagra dello Gnocchetto di Palestrina. L'estate porta la Sagra della Bruschetta di Lariano e la Festa delle Cantine di Rocca di Papa, perfette per le sere calde.
Il pienone è in autunno. A settembre esplodono la Sagra della Porchetta di Ariccia, quella di Monte Porzio Catone, la Sagra della Salsiccia di Monte Compatri e le due grandi sagre del fungo porcino di Lariano e Rocca Priora. Ottobre è il mese del vino: la Sagra dell'Uva di Marino, la Festa del Vino di Frascati e di Velletri, la Festa dell'Uva di Colonna e di Lanuvio, la Sagra del Vino di Zagarolo. In mezzo, la Festa del Pane di Genzano e la Sagra della Castagna di Rocca di Papa chiudono il cerchio: da settembre a novembre, ogni weekend ha la sua festa.
Come arrivare
I Castelli Romani si raggiungono da Roma in mezz'ora scarsa. In treno partono i regionali dalla stazione Termini verso Frascati, Albano, Velletri e Zagarolo; molte sagre sono a pochi passi dalle stazioni, e il treno ti evita il problema più grosso, il parcheggio, che nei giorni di festa diventa un incubo.
Se vai in auto, arriva presto e lascia la macchina fuori dal centro storico, perché nei fine settimana di sagra i paesi si chiudono al traffico. Il consiglio più sensato, se prevedi di bere il vino delle cantine, è muoverti in treno o avere un guidatore designato: le strade dei Castelli sono strette, in curva e piene di gente.
Se hai un giorno in più
I Castelli non sono solo tavola. A Castel Gandolfo puoi visitare i giardini e il palazzo pontificio affacciati sul lago Albano; a Nemi il Museo delle Navi Romane racconta le navi dell'imperatore Caligola recuperate dal lago. Rocca di Papa e Rocca Priora, i paesi più alti, regalano panorami su tutta la campagna romana, e in autunno Rocca di Papa aggiunge la sua Sagra della Castagna alla lista.
Chi vuole camminare trova nel Parco Regionale dei Castelli Romani sentieri tra i boschi di castagni e i crateri dei laghi di Albano e Nemi. E se ti avanza tempo, allunga verso il viterbese per la Sagra del Marrone di Soriano nel Cimino: cambi provincia, ma resti dentro lo stesso autunno di caldarroste e vino nuovo. In due giorni, tra Colli Albani e dintorni, ti sei fatto un pezzo di Lazio che i turisti di Roma quasi mai vedono. E se torni in un'altra stagione, trovi feste diverse e gli stessi paesi che cambiano volto a ogni raccolto, dalla vendemmia d'autunno alle fragole di inizio estate: i Castelli non finiscono mai di darti una scusa per risalire.