C'è un momento, tra la fine di agosto e novembre, in cui l'Italia intera si mette a spillare vino: è il tempo della vendemmia, e con lei arrivano le sagre dell'uva, le feste del vino e le cantine aperte. Sono l'occasione migliore per bere bene spendendo poco, per vedere come nasce una bottiglia e per girare colline che il resto dell'anno restano fuori dalle rotte turistiche. In questa guida ho messo in fila le feste del vino che vale la pena raggiungere, da nord a sud, con qualche consiglio pratico per goderle senza ritrovarti brillo e senza guidatore. Il filo conduttore è semplice: dove c'è una grande zona di vino, c'è quasi sempre una grande festa che la racconta, e spesso vale il viaggio più di una degustazione in enoteca.
Quando andare
Il cuore della stagione è settembre e ottobre, quando si raccoglie l'uva e si assaggia il vino nuovo. Alcune feste anticipano ad agosto, come la notte di San Lorenzo con i suoi calici sotto le stelle, altre chiudono a novembre con il vino novello di San Martino. Se vuoi vedere la vendemmia dal vivo, punta su fine settembre, quando molte cantine aprono le porte proprio durante la raccolta.
Il tempo conta poco per bere, ma conta per l'esperienza: una giornata di sole tra i filari cambia tutto. Vai con calma e con un piano per il ritorno, perché queste sono feste dove si beve e le strade delle colline sono strette e piene di curve. Il modo più sensato è muoversi con un guidatore designato o dormire in zona, in un agriturismo tra le vigne, così ti godi anche la sera senza pensieri.
Le grandi feste del vino, regione per regione
In Piemonte la Douja d'Or di Asti è uno dei saloni del vino più prestigiosi d'Italia, e attorno ruotano le feste dell'uva del Monferrato e dell'Ossola, come la Festa dell'Uva di Masera. Nel Lazio la Sagra dell'Uva di Marino, ai Castelli Romani, è leggendaria per la fontana che a un certo punto getta vino al posto dell'acqua, mentre la Fiera del Vino di Montefiascone celebra il bianco dei colli viterbesi, la famosa Est Est Est.
In Veneto e in Sicilia Calici di Stelle porta le degustazioni sotto le stelle di San Lorenzo, a Verona come a Palermo, e Cantine Aperte in Vendemmia apre i cancelli delle aziende nel pieno della raccolta. In Lombardia si va da Calici di Valtellina a Sondrio, terra di Nebbiolo di montagna, alla Fiera del Vino di Polpenazze sul Garda. In Sicilia il Festival dell'Uva da Tavola di Mazzarrone celebra un'uva IGP esportata in tutta Europa, e le cantine dell'Etna e del palermitano aprono le porte a fine estate.
Il Friuli, il Trentino e il vino di confine
Il Friuli gioca in casa con Friuli Doc, la grande festa del gusto che a Udine riempie le vie di stand con i vini del Collio e dei Colli Orientali, e con Jazz & Wine of Peace di Cormons, che sposa i grandi bianchi del Collio alla musica dei concerti. In primavera la Festa del Vino di San Cassiano a Brugnera apre la stagione nella pianura pordenonese.
In Trentino-Alto Adige la Festa del Vino di Termeno celebra il Gewurztraminer, il bianco aromatico che porta il nome del paese, e a Cornaiano L'Ultimo Carico d'Uva chiude la vendemmia con la sfilata dei carri agricoli. A Trento la notte di San Lorenzo diventa Calici di Stelle, con i vini di montagna e le bollicine del Trentodoc alzate verso le stelle cadenti. Sono terre dove il vino di confine racconta insieme la cultura italiana e quella mitteleuropea.
L'Irpinia e il Sud del grande vino
Se ami i rossi importanti, l'Irpinia è la meta giusta. La Fiera Enologica di Taurasi celebra l'Aglianico, il rosso soprannominato il Barolo del Sud per la sua struttura; il Tufo Greco Festival mette al centro il Greco di Tufo, e a Torrioni la Sagra del Fusillo, della Porchetta e del Greco di Tufo unisce pasta, carne e vino in un colpo solo. A Teora il Wine & Taranta Fest abbina i vini irpini alla musica popolare del Sud, mentre nel Sannio Vinestate di Torrecuso celebra l'Aglianico del Taburno.
Non manca il resto del Meridione: in Puglia Divingusto a Ceglie Messapica unisce cibo e vino della Valle d'Itria, e a Calitri, nell'Alta Irpinia, lo Sponz Fest ideato dal musicista Vinicio Capossela fa incontrare i vini del territorio con la grande musica e la cultura popolare. Ogni festa racconta un vitigno e una terra: bere qui vuol dire capire da dove viene davvero quello che hai nel bicchiere.
Il vino novello e le feste di San Martino
Novembre ha il suo rito. Attorno all'11, giorno di San Martino, il proverbio dice che ogni mosto diventa vino, e in mezza Italia si aprono le botti del vino nuovo. Le feste di San Martino uniscono il primo assaggio alle caldarroste, dai borghi del Sannio come Solopaca a quelli del nord, e sono tra le più conviviali dell'autunno.
È il momento perfetto per chi vuole il vino senza la folla di settembre: nelle sagre di novembre si beve il novello, si mangia la castagna e si sta al caldo dei tendoni mentre fuori fa freddo. Un buon modo per chiudere la stagione del vino con lo spirito giusto, tra un bicchiere e un braciere acceso.
Come funzionano le cantine aperte
Le formule più belle sono le cantine aperte, più delle sagre di piazza: paghi un calice con la tracolla e giri le aziende del territorio, dove i produttori ti versano i loro vini e ti raccontano la vendemmia appena fatta. Assaggi il vino dove nasce, tra le botti e i filari, e capisci molto più che leggendo un'etichetta.
Cantine Aperte in Vendemmia, diffusa in molte regioni grazie al Movimento Turismo del Vino, spesso ti fa partecipare anche alla raccolta o alla pigiatura. Prenota dove serve, arriva con calma e assaggia in piccolo: meglio pochi vini capiti bene che venti buttati giù di corsa, che poi il ritorno a casa si complica.
Cosa si mangia e si beve
Il vino nelle sagre porta sempre con sé la sua cucina. In Piemonte lo accompagni con gli agnolotti e la carne cruda, in Friuli con il frico e i salumi, ai Castelli Romani con la porchetta e il pane di Genzano, in Irpinia con i formaggi come il caciocavallo. Ogni territorio ha il suo abbinamento naturale, quello nato nei secoli attorno alla stessa tavola.
Fatti guidare dal posto: se sei nella zona del Greco di Tufo, prendi un bianco fresco con un piatto di pasta; se sei nel Taburno o nelle Langhe, un rosso strutturato con la carne. Il bello di queste feste è che l'abbinamento giusto costa pochi euro e lo trovi già pronto allo stand, senza bisogno di essere un intenditore.
Consigli pratici
Porta contanti, perché molti stand e cantine non hanno il POS, e scarpe comode, perché le feste dell'uva spesso si tengono nei centri storici in salita o tra i vigneti. Vai la sera per le luci e la festa, ma se vuoi parlare con i produttori scegli il pomeriggio, più tranquillo.
La regola d'oro resta una: se bevi, non guidi. Organizza il rientro in treno dove si può, come per la Sagra dell'Uva di Marino raggiungibile da Roma, oppure fermati a dormire in zona. Un weekend tra le vigne, con la vendemmia in corso, vale molto più di una corsa mordi e fuggi, e ti resta addosso a lungo. E se ti innamori di una cantina, segnatela: tornarci fuori dalla sagra, in un giorno feriale, è il modo migliore per farti raccontare i vini con calma.